BASTA UNO STRATTONE

Tra gli appunti dell’Università, impolverati in un cassetto, ritrovo questa storiella che in un periodo particolare della mia vita mi é stata molto utile. Ma che fa bene sempre rileggere…
𝙐𝙣 𝙛𝙖𝙡𝙘𝙤 𝙚𝙧𝙖 𝙨𝙩𝙖𝙩𝙤 𝙘𝙖𝙩𝙩𝙪𝙧𝙖𝙩𝙤 𝙙𝙖 𝙪𝙣 𝙘𝙤𝙣𝙩𝙖𝙙𝙞𝙣𝙤 𝙚 𝙫𝙞𝙫𝙚𝙫𝙖 𝙡𝙚𝙜𝙖𝙩𝙤 𝙥𝙚𝙧 𝙪𝙣𝙖 𝙯𝙖𝙢𝙥𝙖 𝙣𝙚𝙡𝙡’𝙖𝙞𝙖 𝙙𝙞 𝙪𝙣 𝙘𝙖𝙨𝙘𝙞𝙣𝙖𝙡𝙚.
𝙉𝙤𝙣 𝙨𝙞 𝙚𝙧𝙖 𝙧𝙖𝙨𝙨𝙚𝙜𝙣𝙖𝙩𝙤 𝙖 𝙫𝙞𝙫𝙚𝙧𝙚 𝙘𝙤𝙢𝙚 𝙪𝙣 𝙦𝙪𝙖𝙡𝙪𝙣𝙦𝙪𝙚 𝙥𝙤𝙡𝙡𝙤. 𝘼𝙫𝙚𝙫𝙖 𝙘𝙤𝙢𝙞𝙣𝙘𝙞𝙖𝙩𝙤 𝙖 𝙙𝙖𝙧𝙚 𝙨𝙩𝙧𝙖𝙩𝙩𝙤𝙣𝙞 𝙨𝙪 𝙨𝙩𝙧𝙖𝙩𝙩𝙤𝙣𝙞 𝙖𝙡𝙡𝙖 𝙘𝙤𝙧𝙙𝙖 𝙘𝙝𝙚 𝙡𝙤 𝙩𝙚𝙣𝙚𝙫𝙖 𝙖𝙫𝙫𝙞𝙣𝙩𝙤 𝙖𝙙 𝙪𝙣 𝙧𝙤𝙗𝙪𝙨𝙩𝙤 𝙩𝙧𝙖𝙫𝙚 𝙙𝙚𝙡 𝙥𝙤𝙡𝙡𝙖𝙞𝙤. 𝙁𝙞𝙨𝙨𝙖𝙫𝙖 𝙞𝙡 𝙘𝙞𝙚𝙡𝙤 𝙖𝙯𝙯𝙪𝙧𝙧𝙤 𝙚 𝙥𝙖𝙧𝙩𝙞𝙫𝙖 𝙘𝙤𝙣 𝙩𝙪𝙩𝙩𝙚 𝙡𝙚 𝙨𝙪𝙚 𝙛𝙤𝙧𝙯𝙚. 𝙄𝙣𝙚𝙨𝙤𝙧𝙖𝙗𝙞𝙡𝙚, 𝙡𝙖 𝙘𝙤𝙧𝙙𝙖 𝙡𝙤 𝙩𝙞𝙧𝙖𝙫𝙖 𝙖 𝙩𝙚𝙧𝙧𝙖.
𝙋𝙧𝙤𝙫𝙤̀ 𝙚 𝙧𝙞𝙥𝙧𝙤𝙫𝙤̀ 𝙥𝙚𝙧 𝙨𝙚𝙩𝙩𝙞𝙢𝙖𝙣𝙚, 𝙛𝙞𝙣𝙘𝙝𝙚́ 𝙡𝙖 𝙥𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙯𝙖𝙢𝙥𝙖 𝙛𝙪̀ 𝙩𝙪𝙩𝙩𝙖 𝙡𝙖𝙘𝙚𝙧𝙖𝙩𝙖 𝙚 𝙡𝙚 𝙗𝙚𝙡𝙡𝙚 𝙖𝙡𝙞 𝙧𝙤𝙫𝙞𝙣𝙖𝙩𝙚.
𝘼𝙡𝙡𝙖 𝙛𝙞𝙣𝙚 𝙨𝙞 𝙚𝙧𝙖 𝙖𝙗𝙞𝙩𝙪𝙖𝙩𝙤. 𝘿𝙤𝙥𝙤 𝙦𝙪𝙖𝙡𝙘𝙝𝙚 𝙢𝙚𝙨𝙚 𝙩𝙧𝙤𝙫𝙖𝙫𝙖 𝙙𝙞 𝙨𝙪𝙤 𝙜𝙧𝙖𝙙𝙞𝙢𝙚𝙣𝙩𝙤 𝙖𝙣𝙘𝙝𝙚 𝙞𝙡 𝙢𝙖𝙣𝙜𝙞𝙢𝙚 𝙙𝙚𝙞 𝙥𝙤𝙡𝙡𝙞. 𝙎𝙞 𝙖𝙘𝙘𝙤𝙣𝙩𝙚𝙣𝙩𝙤̀ 𝙙𝙞 𝙧𝙖𝙯𝙯𝙤𝙡𝙖𝙧𝙚.
𝘾𝙤𝙨𝙞̀ 𝙣𝙤𝙣 𝙨𝙞 𝙖𝙘𝙘𝙤𝙧𝙨𝙚 𝙘𝙝𝙚 𝙡𝙚 𝙥𝙞𝙤𝙜𝙜𝙚 𝙖𝙪𝙩𝙪𝙣𝙣𝙖𝙡𝙞 𝙚 𝙡𝙖 𝙣𝙚𝙫𝙚 𝙙𝙚𝙡𝙡’𝙞𝙣𝙫𝙚𝙧𝙣𝙤 𝙖𝙫𝙚𝙫𝙖𝙣𝙤 𝙛𝙖𝙩𝙩𝙤 𝙢𝙖𝙧𝙘𝙞𝙧𝙚 𝙡𝙖 𝙘𝙤𝙧𝙙𝙖 𝙘𝙝𝙚 𝙡𝙤 𝙡𝙚𝙜𝙖𝙫𝙖 𝙖 𝙩𝙚𝙧𝙧𝙖.
𝙎𝙖𝙧𝙚𝙗𝙗𝙚 𝙗𝙖𝙨𝙩𝙖𝙩𝙤 𝙪𝙣 𝙪𝙡𝙩𝙞𝙢𝙤 𝙢𝙤𝙙𝙚𝙨𝙩𝙤 𝙨𝙩𝙧𝙖𝙩𝙩𝙤𝙣𝙚 𝙚 𝙞𝙡 𝙛𝙖𝙡𝙘𝙤 𝙨𝙖𝙧𝙚𝙗𝙗𝙚 𝙩𝙤𝙧𝙣𝙖𝙩𝙤 𝙞𝙣 𝙡𝙞𝙗𝙚𝙧𝙩𝙖̀, 𝙥𝙖𝙙𝙧𝙤𝙣𝙚 𝙙𝙚𝙡 𝙘𝙞𝙚𝙡𝙤.
𝙈𝙖 𝙣𝙤𝙣 𝙡𝙤 𝙙𝙞𝙚𝙙𝙚 𝙥𝙞𝙪̀.
Quanti di noi hanno abbassato e abbassano il livello dei loro sogni? Si parte per cambiare il mondo e ci si ritrova a lavorare in banca o in un ufficio del catasto comunale…
Il problema – a mio modesto parere – non è nelle ambizioni, ma nella capacità di innamorarsi delle cose che si fanno e del posto dal quale siamo chiamati a farle. La felicità non dipende da altro, non cerchiamo scuse e proviamo sempre a volare. Anche dal nostro posto in banca. Anche se apparentemente ci sembra di stare in gabbia

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