Chi è mia madre?

MADRE

In questi giorni mia madre è stata poco bene. Un piccolo ricovero in ospedale e tanta paura. E domenica mattina, mentre aspettavo ansiosamente fuori dal Pronto Soccorso pensavo alla sua importanza nella mia vita, nonostante le sue stravaganze.

E questa esperienza mi ha portato a ragionare ancora una volta su un fatto. Anche provando (non senza fatica) ad immedesimarmi con chi non la pensa come me, non mi abituerò mai all’idea che un bimbo possa essere partorito da un utero in affitto.
Anche solo a scriverlo provo una sofferenza per il bimbo e per la mamma.

Non riesco a trovare un solo motivo convincente per cui possa essere concepito, portato in grembo nove mesi e, poi, strappato brutalmente dal seno della madre: lui di certo non sarebbe consenziente.

Tra l’altro mi domando: che senso hanno tutte le raccomandazioni sull’allattamento al seno, se poi addirittura quel seno glielo neghiamo a prescindere? Glielo portiamo via proprio quando ne avrebbe più bisogno?

E io cosa sarei stato senza mia madre?
Mentre stavo lì, fuori dall’ospedale a pregare, ho percepito chiaramente l’importanza della sua presenza nella mia vita. A prescindere, come figura centrale indipendentemente dai suoi pregi o difetti. Come madre.

Io credo che, veramente, al di là di ogni ideologia, se una persona è onesta intellettualmente non può negare questo. Un giudice non può nascondersi dietro una legge: un bimbo nasce e nascerà sempre da una mamma e un papà.

Anche chi pensa che un figlio sia un diritto, nel cuore sa che quello stesso bimbo puoi educarlo con tutto l’amore di cui sei capace, puoi dargli tutte le opportunità del mondo, ma avrà sempre una domanda: chi è mia madre?

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