SUI MONGOLOIDI E IL GRANDE FRATELLO

Si, lo so, sono parte in causa avendo un figlio con la sindrome di down…
Mi dicono che ieri al Grande Fratello VIP, una certa

Selvaggia Roma

(chiedo scusa ma non guardo molta tv e non so chi sia) abbia detto riferendosi ad un altro concorrente testualmente: “Non mi fare nemmeno passare come mongoloide”.

Ho visto che alcune associazioni in queste ore ne stanno chiedendo la squalifica.
Qui non si tratta di cacciare o non cacciare una persona da una trasmissione televisiva, quanto di riflettere seriamente sul fatto che quando si parla di discriminazioni di genere, di etnia o di orientamento sessuale l’opinione pubblica interviene stracciandosi le vesti.
Quando si tratta di disabili o, in particolare, di persone con la sindrome di Down sembra non interessare a nessuno, tranne le associazioni specifiche e i genitori…
La discriminazione è sempre sbagliata.
Così come è folle (vedi alcune proposte di legge recenti) discriminare tra discriminati.
Un omosessuale non vale più di un disabile o di un eterosessuale e una donna non vale più di un uomo o di un ebreo. Ogni persona è degna per il solo fatto di essere al mondo.
L’educazione è l’unica soluzione, non la coercizione.
Per questo sommessamente e da padre di un bimbo “speciale” dico: Selvaggia Roma resta pure al Grande Fratello, ma quando esci vieni a trovarci a casa che ti facciano conoscere Giorgio Maria e, visto che hai più di un milione di follower, dedica un post al mese per combattere le discriminazioni dei disabili. Trasforma questo scivolone (sono certo non voluto) in una opportunità per chi non ha voce.

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