Fine vita, De Palo: Non si può banalizzare il dolore

 

testamento-biologico«Mentre i cittadini chiedono risposte concrete ai problemi della loro vita, in Consiglio Comunale noi parliamo del fine vita. Fuga in avanti riguardo un argomento di pertinenza nazionale. Qualche dato esemplificativo della scarsa urgenza dell’argomento: a Genova 170 testamenti in tre anni: lo 0,029% della popolazione. A Cagliari 50 aderenti, lo 0,0089%. A Rimini in 700 hanno firmato per chiedere il registro affermando che si trattava di “un’esigenza nazionale”, hanno firmato solo 7 persone: lo 0,0048% dei cittadini. Un dato oggettivo che mostra la serietà di quella firma: un conto è chiedere un registro un conto è firmare il proprio testamento biologico.
Un dibattito così delicato e importante non si può banalizzare in questo modo addirittura all’interno di una Assemblea in seconda convocazione». Così in una nota Gianluigi De Palo, capogruppo della Lista CittadiniXRoma.

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